Sei in pensione con un cane anziano? Allora ti devo raccontare quello che è successo a me
Ho 56 anni, vivo a Mantova, sono pensionata da quasi tre anni.
Per trentadue anni ho lavorato in catena di montaggio in una fabbrica metalmeccanica qui in zona. Otto ore in piedi al giorno, lo stesso movimento del braccio destro migliaia di volte al turno.
La schiena alla fine ha detto basta.
Due ernie, un'operazione, l'invalidità riconosciuta, e l'Opzione Donna che mi ha permesso di uscire in anticipo dal lavoro.
La mia pensione è di 1.380 euro al mese.
Ti faccio i conti che mi faccio io ogni primo del mese, perché se stai leggendo questo magari sei nei miei panni e li capisci:
600 euro di affitto per un bilocale al secondo piano senza ascensore (e con la mia schiena fammi tu i conti)
110 euro di condominio
una novantina di luce e gas (in inverno arriva a 140)
50 euro di fisioterapia ogni due settimane
35 euro di Tachidol e antidolorifici per la schiena
60 euro di farmacia per gli altri farmaci
Mi rimangono circa 430 euro al mese per mangiare, vestirmi quando proprio devo, e soprattutto per Lillo.
Lillo è arrivato in casa mia sei anni fa, due mesi dopo che il mio Giancarlo è mancato all'improvviso.
Un infarto a 58 anni mentre era al lavoro, una mattina di marzo. Eravamo sposati da trent'anni, l'avevo conosciuto a una sagra di paese quando avevo diciannove anni.
Quando se n'è andato, ho passato due mesi a guardare il muro del salotto.
Mia figlia, che già allora viveva in Germania, era venuta a Mantova per il funerale ed era rimasta una settimana. Prima di ripartire mi disse:
"Mamma, in questa casa da sola tu impazzisci. Una mia amica ha un Maltese di due anni che non riesce più a tenere perché ha cambiato lavoro e sta sempre fuori casa. Lo prendi tu?"
Lillo è entrato in casa il giorno dopo.
Due chili e quattrocento grammi di pelo bianco, occhi neri come olive, e quella faccia da Maltese che ti guarda come se ti conoscesse da sempre.
Quando mi è saltato sulle ginocchia ho pianto come una bambina di sei anni.
Da quel giorno, in sei anni, non ho più dormito da sola.
Quando dico che Lillo è "tutto quello che ho", non sto facendo retorica.
I miei due figli vivono uno a Torino e una in Germania. Mia sorella è mancata l'anno scorso. Di Giancarlo mi è rimasta solo la fede al dito.
La mattina mi alzo, faccio il caffè (sempre per due, è un'abitudine che non riesco a togliermi), guardo Lillo nella sua cuccia di velluto verde, e gli dico "andiamo amore".
E lui scodinzola come se fosse Natale.